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Numero inventario: 10100
Menhir Pilamuzza
Sogliano Cavour (LE)
Oggetto: Menhir
Stato: Presente
Latitudine: 40.14147
Longitudine: 18.17941
Indicazioni stradali: Dalla chiesa di San Lorenzo, nel centro di Sogliano svoltare in via Cairoli (segnaletica per Noha). Al bivio svoltare a sinistra e proseguire dritto. Attraversare strada vicinale San Vito e proseguire dritto per 400 m. Il menhir è posto sulla sinistra sotto un albero di ulivo.
Contesto ambientale: Posto sul ciglio della strada, ai piedi di un albero di ulivo, il monolite è segnalato da gente del luogo come Spartifeudo Cutrofiano-Galatina.
Evidenze archeologiche:
Descrizione: Il Menhir oggi si presenta rimaneggiato rispetto alla descrizione del suo scopritore. Presenta croci incise e, sulla superficie sommitale, una coppella del diametro di 12 cm e 4 scanalature che dalla coppella si dirigono ai margini della base superiore. È visibile una scanalatura in direzione Sud-Ovest molto pronunciata che prosegue lungo la faccia verticale Sud-Ovest fino ad oltre la metà.
Stato di conservazione: Cattivo
Dimensioni: Altezza m 1.55. Faccia Nord-Ovest m 0.48 x Faccia Sud-Est m 0.44.
Orientamento: Asse lungo Est-Ovest
Note storiche: Scoperto da Luigi Viola nel 1960 in contrada Pilamuzza, viene descritto dallo scopritore  in pietra leccese, in precario stato di conservazione, con un foro di circa cm 10 sulla sommità e con delle croci incise su tutte le facce. È considerato un moncone di menhir adibito, probabilmente, a spartifeudo tra Galatina e Cutrofiano; spezzato in epoca remota, diede il nome alla località (pila è il  latino colonna, unita all’aggettivo muzza, spezzata).  Una leggenda popolare narra che pii monaci lo avessero impiantato per benedire la terra.  
Condizione giuridica: Proprietà privata. Privo di tutela legislativa.
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