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Numero inventario: 10144
Dolmen di San Silvestro (di Giovinazzo)
Giovinazzo (BA)
Oggetto: Dolmen
Stato: Presente
Latitudine: 41.15267
Longitudine: 16.63589
Indicazioni stradali: Località S. Silvestro, strada Giovinazzo-Terlizzi SP 107. Dopo il cavalcavia, l’area si apre oltre una recinzione, a destra della strada. Il sito è segnalato da apposita cartellonistica identificativa.
Contesto ambientale:
Evidenze archeologiche:
Descrizione: Il Dolmen di S. Silvestro è per le sue dimensioni ed in quanto particolarmente ben conservato nella sua architettura complessiva, il monumento più rappresentativo del genere del dolmen a galleria, ben attestato da altri esempi nel barese (dolmen di Bisceglie e di Corato).  Si presenta separato in due tronconi allineati tra di loro, in quanto andò smembrato durante la demolizione della specchia che lo ricopriva. Quest’ultima presentava un’altezza di 4 m e un diametro di 35 m. Al momento del rinvenimento, sotto il cumulo di pietrame, in parte moderno, che lo ricopriva, si conservava il tumulo vero e proprio. Al di sotto ancora, una costruzione in opera muraria a secco con pietre scelte e ben tagliate nella locale pietra calcarea, alta m 2, a pianta ellittica con uno sviluppo massimo di m 7,50 inglobava un lungo vano a galleria con andamento nord-sud (dolmen), eretto con l’impiego di lastroni infissi verticalmente e coperti da analoghi in senso orizzontale per una lunghezza di m 17, purtroppo danneggiato al momento della scoperta e diviso in due tronconi. All’estremità meridionale si apriva un ambiente probabilmente scoperto a pianta circolare sulla cui parete, in corrispondenza della galleria, un portello rettangolare immetteva all’interno come accesso vero e proprio, utilizzato per le pratiche funerarie connesse con la deposizione dei defunti. Analogo portello si apriva sul lato opposto, a Nord. Nel troncone settentrionale, al momento della scoperta, si conservava ancora il piano di deposizione delle sepolture, suddiviso in setti tramite due lastre verticali, con i resti di tredici individui e del corredo funerario. Di questo rimanevano soltanto alcuni frammenti di vasi in impasto di tipologia protoappenninica, testimonianza superstite di corredi che dovevano comprendere probabilmente anche beni di prestigio, considerato il rango degli inumati come armi e monili in bronzo o altro materiale prezioso, come ambra, pietre dure ecc.  Attualmente, la lastra posta all’estremità Nord del troncone Sud presenta una frattura verticale, come anche analoghi segni di frattura sono presenti sulla lastra ad Ovest. Il troncone Sud presenta quattro lastre laterali (due per lato) e quattro lastre di copertura, poggianti sugli ortostati inforzati da pietre di rincalzo. Il troncone Nord poggia su pietrame formante blocchi di pietra ben allineati invece che su blocchi monolitici.
Stato di conservazione: Buono
Dimensioni: Dolmen Composito che si presenta separato in due tronconi allineati tra loro. Troncone Nord Lastra di copertura: Lunghezza totale 7.5 m; Larghezza 1.37 m; Spessore da 0.11 a 015 m. Lastre divisorie: Larghezza 0.86 m; Altezza 0.74 m; Spessore 0.8 m. Blocchi di pietrame: Blocco 1 1.75 m x 1.00 m x 0.12 m; Blocco 2 1.85 m x 1.00 m x 0.17 m; Blocco 3 2.45 m x 1.00 m x 0.17 m. Troncone Sud Ortostato 1 2.83 m x 1.08 m x 011 m; Ortostato 2 1.46 m x 1.20 m x 0.6 m; Ortostato 3 1.80 m (lunghezza) Ortostato 4 2.46 m (lunghezza) Lastra di copertura (Dimensioni totali): Lunghezza 6.00 m; Larghezza 1.00 m; Spessore 0.12 m.
Orientamento: Apertura cella posta a Sud
Note storiche: Fu scoperto nel 1961 da A. Milillo, Ispettore Onorario alle Opere di Antichità e arte del territorio di Giovinazzo in provincia di Bari, durante i lavori di demolizione dell’enorme Specchia Scalfarino. L’intervento di restauro conservativo, seguito alla sua scoperta fortuita nel 1961, ha fatto sì che il monumento possa ancora essere visitabile nonostante l’esposizione alle intemperie. L’esplorazione archeologica dell’ambiente circolare ha provato che l’area del dolmen era già frequentata per scopi sepolcrali prima della sua erezione, sempre nell’ambito della media età del Bronzo, e che era interessata ancor prima, nel V millennio a.C., da un insediamento del Neolitico Antico. Secondo Lo Porto la distruzione della parte centrale si deve anche ai profanatori di tombe di età medievale.
Condizione giuridica:
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